Test in pista: Matteo Zamboni #74 - Polenta e motori
- Federico Rodighiero
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Voglio inaugurare questo blog — e questo nuovo format (a cui dobbiamo ancora trovare un nome 😄) — partendo da un grazie sincero.
Un grazie di cuore a Matteo Zamboni.Oltre a essere un gran pilota (e basta dare un’occhiata ai tempi della giornata per capirlo al volo), è soprattutto un vero appassionato di motorsport. Ma ancora più importante: è una persona super disponibile.
Abbiamo passato insieme una giornata di test davvero bella, di quelle che ti ricordano perché ami questo sport. Tra prove, chiacchiere e qualche risata, è stato uno di quei momenti che vale la pena condividere anche qui.
Ed è proprio da giornate così che nasce questo spazio.

Non ci siamo trovati per caso sabato 18 Maggio al circuito Riccardo Borile (polenta e motori) di Vò Euganeo. Ci siamo dati appuntamento con un obiettivo preciso: mettere alla prova nuovi prodotti e capire davvero come si comportano in pista. Alcuni pezzi Matteo li aveva già testati, quindi è stata l’occasione perfetta per ottimizzare, confrontarci e fare un passo in più.
Perché sì, il nostro lavoro non si ferma in azienda. Anzi, la parte più importante succede proprio qui: in pista.
È lì che si capisce cosa funziona davvero, cosa va migliorato e, soprattutto, di cosa ha davvero bisogno un pilota.

Il focus principale della giornata? Senza dubbio i nuovi sensori di temperatura per le ruote posteriori.
L’idea è semplice: capire al volo se le gomme stanno lavorando nel modo giusto. I sensori leggono la temperatura e, grazie a un LED, ti danno subito un’indicazione chiara: blu, verde o rosso, in base al range che abbiamo impostato. Così sai immediatamente se sei nella finestra ideale o se le gomme sono troppo fredde… o troppo calde.
Ma non finisce lì.
Tutti i dati vengono salvati su una microSD, quindi a fine turno ci si ferma, si guarda cosa è successo davvero in pista e si fanno le regolazioni per il run successivo.
Meno sensazioni “a intuito”, più dati concreti su cui lavorare.

Come sono andati i sensori?Ve lo racconto nel prossimo articolo… mi dispiace 😜
Se siete curiosi di scoprire com’è andata davvero in pista, non vi resta che iscrivervi al sito: così restate aggiornati sia sui nuovi prodotti che sui test che portiamo avanti.

Un altro componente che abbiamo sollecitato tanto è stato il tampone TubeSlime EVO, perfetto per proteggere il kart nei punti più critici. Il kart aveva un settaggio dell'altezza dell'assale posteriore regolato per avere il kart il più vicino a terra possibile. Di conseguenza gli sfregamenti con l'asfalto erano frequenti.
Abbiamo fatto in totale 4 turni liberi con i tamponi montati e sì, hanno lavorato parecchio. Dalle immagini si vede chiaramente quanto siano stati sollecitati, soprattutto sul lato destro del kart.
Il motivo è semplice: il circuito ha molte più curve a sinistra che a destra, quindi quel lato si è preso la maggior parte dello “stress”.

Nella foto qui sopra si vede uno dei tamponi montato proprio nel punto in cui il kart sfregava di più con l’asfalto.
Come è normale che sia, qualche segno di usura c’è — anzi, è proprio il segnale che ha lavorato sul serio — ma ha fatto benissimo il suo lavoro nel proteggere il telaio.
E la cosa importante è questa: nonostante lo stress accumulato, non è arrivato a un livello tale da richiederne la sostituzione.

Un altro componente che abbiamo messo a dura prova è stato il tampone KartSkid S. In tutto nel kart di Matteo sono montati 4 tamponi che proteggono la zona centrale sotto il telaio. Questa tipologia di tampone è perfetta per tutti i kartisti che vogliono girare con un assetto il più basso possibile, sporgendo sotto al telaio di solamente 4 mm. Soprattutto nella categoria KZ dove si cerca la massima prestazione anche abbassando il più possibile l'assetto del kart, questo tipo di tamponi permettono di effettuare molti turni simulando con lo stesso assetto di gara, ma senza danneggiare i tubi del telaio.

Anche Matteo ha trovato questi tamponi davvero utili, soprattutto in una situazione molto comune tra i kartisti.
Capita spesso di passare da una pista con asfalto molto liscio, dove si può girare super bassi, a un’altra un po’ più sconnessa. E lì nasce il classico dilemma: alzare l’assetto solo per qualche turno di prove libere, oppure rischiare di rovinare il telaio?
Con questi tamponi il problema si riduce parecchio.
Ti permettono infatti di mantenere un assetto molto basso, senza dover rinunciare alla protezione del kart dagli sfregamenti con l’asfalto meno perfetto.
Con questo breve video di Matteo vi ringrazio davvero per l’attenzione e vi invito a iscrivervi al sito per rimanere sempre aggiornati sui nuovi prodotti e sulle prossime promozioni.
Un grazie ancora a Matteo per la splendida giornata: ci siamo divertiti, abbiamo lavorato tanto e sicuramente ci rivedremo presto in pista per testare altri nuovi componenti!
Se volete seguirlo anche sui suoi canali social, vi lascio i contatti:
Facebook: Matteo Zamboni
Instagram: zambattak
Grazie ancora e alla prossima! 👋
Federico



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